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26.2.17 - Amore

il triangolo amoroso Jung-Spielrein-Freud. l'anima innamorata esce da se stessa, l'amore pretende la distruzione dell'io, ma alla fine ci fa capire chi siamo. l'ideogramma giapponese: cuore colmo di pena - e quello cinese: incoronare l'amicizia. non cambiare la tua natura in risposta al male che ti viene inferto. l'urlo della madre di Babadook che ha compassione dell'ombra e il cambiamento della figura materna nella poesia del Novecento: Alba de Céspedes, "Lettera a una madre". infine il sonno, rifugio e dannazione degli abbandonati...

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25.2.17 - vicini di casa: i migranti e la rotta balcanica

l'esilio geografico e sentimentale in "L'antipapa" di Max Ernst e l'esilio dei migranti di Idomeni e Lesbo, terra ardente dell'Eros di Saffo e Alceo e oggi terra ardente per gli incendi nel campo profughi di Moria

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19.2.17 - la libertà di Orfeo (Breton, Brancusi, Moresco e Benadduce)

la visionarietà come visione profonda del mistero della realtà e della nostra umanità, che va alluso con pudore. il sospetto del doganiere e invece la ricerca del gesto e della parola-madre, uno scambio d'anima più che di parole, il vuoto elettrico che tutti siamo, il gesto di libertà di Orfeo che dissipa la propria felicità e la prostrazione di Euridice che, reclamata da Orfeo, si libera con un sotterfugio dal martirio poetico che Orfeo le inflisse in vita!

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su "Il primo amore" trascrizione della parte della puntata su "La lucina", film di Fabio Badolato e Jonny Costantino tratto dal romanzo di Antonio Moresco

18.2.17 - Zorba il greco / Zalongo

il "povero scribacchino" Kazantzakis e Zorba il greco, che ha l'ardire di beffarsi della propria anima come se avesse dentro di sé una forza superiore all'anima stessa. il corpo collettivo delle cinquantasette donne in volo su Zalongo di Daniele Pietrini. la sintesi di Matisse tra ordine e vitalità, lo slancio originario al quale attingono gli artisti. la natura è una convenzione, per chi osserva le anime.

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12.2.17 - Mafai, Caproni e Mandel'stam

Mario Mafai e la stortura dello sguardo sentimentale sulla realtà che ci fa sentire meno soli, Giorgio Caproni e il suo sguardo sulle periferie romane del dopoguerra. Mio stupendo, mio povero secolo di Osip Mandel'stam, ovvero come i poeti si confrontano con l'ombra della propria contemporaneità e con l'interrogazione razionale che fa cadere la veste di grazia della terra edenica. infine, il sorriso gentile e però indomabile che ci aspettiamo da noi

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