RaiRadio3: "Qui Comincia..." 9.2010 / 12.2019

Pasolini e Flaiano (5.3.17)

la critica di Flaiano e Pasolini alla borghesia: Flaiano dall'interno della borghesia, Pasolini da un non-luogo mitico. il conflitto fertile e irrisolto di Pasolini tra la compassione (abbracciare il mondo) e lo strappo del desiderio (lo struggimento per un particolare, "teta-veleta"). Pasolini trova in Ninetto Davoli il ragazzino del quale scriveva da vent'anni, ma ne subisce l'abbandono, la feroce ferita dei suoi ultimi anni. l'invettiva di Pasolini contro i Sessantottini. la gioia più fredda e amara del pensiero in Flaiano, sceneggiatore della meschinità dell'antieroe in Africa e della noia dei nuovi ricchi, della caustica nostalgia dell'intellettuale per la sapienza istintiva. l'Italia degli anni Sessanta è "Accattone" ed è "La notte", è un poeta che come un rabdomante cerca ovunque il sacro della sua infanzia, in Africa e nella società dei consumi, perché "ciò che è sacro si conserva accanto alla sua forma sconsacrata". infine, la dignità della gioia: "finché sorriderò tu non sarai perduta" e la doppiezza di Pasolini, capace di un dolorosissimo senso della realtà in risposta al proprio stesso slancio ottimista e vitale.

ascolta la puntata completa di brani musicali sul sito Rai

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gli scrittori e la guerra: Pasternak, Bassani, Marcos Ana, Vallejo (4.3.17)

Zivago-Pasternak diffuso nel creato e nelle creature per opera dell'amore. lo scandalo ferale dell'omosessualità nella società fascista descritta da Bassani, Marcos Ana che diventa poeta nelle carceri franchiste, la frattura tra il POUM degli anarchici e i comunisti stalinisti nella guerra civile spagnola in "Terra e libertà" di Ken Loach, il mondo magico e giusto della bambina de "Il labirinto del fauno" che interviene nella realtà della guerra, la libertà e il rispetto dei bambini di Vallejo e infine, il "quel che sono l'ho voluto io" di Lucio Dalla.

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Amore (26.2.17)

il triangolo amoroso Jung-Spielrein-Freud. l'anima innamorata esce da se stessa, l'amore pretende la distruzione dell'io, ma alla fine ci fa capire chi siamo. l'ideogramma giapponese: cuore colmo di pena - e quello cinese: incoronare l'amicizia. non cambiare la tua natura in risposta al male che ti viene inferto. l'urlo della madre di Babadook che ha compassione dell'ombra e il cambiamento della figura materna nella poesia del Novecento: Alba de Céspedes, "Lettera a una madre". infine il sonno, rifugio e dannazione degli abbandonati...

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vicini di casa: i migranti e la rotta balcanica (25.2.17)

l'esilio geografico e sentimentale in "L'antipapa" di Max Ernst e l'esilio dei migranti di Idomeni e Lesbo, terra ardente dell'Eros di Saffo e Alceo e oggi terra ardente per gli incendi nel campo profughi di Moria

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Breton, Brancusi, Moresco, Benadduce: la libertà di Orfeo (19.2.17)

la visionarietà come visione profonda del mistero della realtà e della nostra umanità, che va alluso con pudore. il sospetto del doganiere e invece la ricerca del gesto e della parola-madre, uno scambio d'anima più che di parole, il vuoto elettrico che tutti siamo, il gesto di libertà di Orfeo che dissipa la propria felicità e la prostrazione di Euridice che, reclamata da Orfeo, si libera con un sotterfugio dal martirio poetico che Orfeo le inflisse in vita!

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su "Il primo amore" trascrizione della parte della puntata su "La lucina", film di Fabio Badolato e Jonny Costantino tratto dal romanzo di Antonio Moresco

Zorba il greco / Zalongo (18.2.17)

il "povero scribacchino" Kazantzakis e Zorba il greco, che ha l'ardire di beffarsi della propria anima come se avesse dentro di sé una forza superiore all'anima stessa. il corpo collettivo delle cinquantasette donne in volo su Zalongo di Daniele Pietrini. la sintesi di Matisse tra ordine e vitalità, lo slancio originario al quale attingono gli artisti. la natura è una convenzione, per chi osserva le anime.

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Mafai, Caproni, Mandel'stam (12.2.17)

Mario Mafai e la stortura dello sguardo sentimentale sulla realtà che ci fa sentire meno soli, Giorgio Caproni e il suo sguardo sulle periferie romane del dopoguerra. Mio stupendo, mio povero secolo di Osip Mandel'stam, ovvero come i poeti si confrontano con l'ombra della propria contemporaneità e con l'interrogazione razionale che fa cadere la veste di grazia della terra edenica. infine, il sorriso gentile e però indomabile che ci aspettiamo da noi

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Nella Nobili e la poesia vista dai filosofi: Platone, Sartre, Adorno (11.2.17)

Nella Nobili: operaia, omosessuale, soprattutto poetessa. il rapporto tra la poesia e la così detta "realtà". il compito dei poeti: rimanere umani dentro la disumanizzazione (nazista)  e impegnarsi a  ricostruire la salute del corpo sociale attraverso la ricostruzione del linguaggio. Sartre che attacca i poeti, cadendo in un equivoco storicizzabile e Platone, che si strappa un pezzo d'anima per governare la polis. insomma, Winterson: perché essere felice quando puoi essere normale?

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