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Evento 

Titolo:
La notte che l'uomo (Museo Riso, PALERMO - RaiRadio3)
Quando:
20.07.2019
Dove:
Figli d'Arte Cuticchio - PALERMO
Categoria:
Eventi

Descrizione

La Macchina dei Sogni  - 36esima edizione

L’altra faccia della luna

Palermo e Terrasini  19 luglio – 4 agosto 

Museo d’Arte Contemporanea di Palazzo Riso,

Teatro dei Pupi di Via Bara all’Olivella, 

Palazzo d’Aumale

Il 20 luglio 1969, per la prima volta, un essere umano metteva piede sulla Luna.

«Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità», disse l’astronauta Neil Amstrong appena sceso dalla navicella. Quel giorno si concretizzava un sogno che l’uomo aveva coltivato da lungo tempo: la conquista di un altro pianeta, l’avventura più grande del secolo, un evento che tutti poterono condividere in diretta Tv dalle proprie case, minuto per minuto, attraverso le azioni dei protagonisti e i commenti dei giornalisti che si ritrovarono a raccontare un evento destinato a cambiare la storia dell’umanità.

La Luna è sempre stata la protagonista indiscussa della volta celeste. Piena e luminosa come un faro o sottile come una falce, ha ispirato l’immaginazione di poeti, drammaturghi e scrittori di ogni epoca. E sebbene l’uomo l’abbia raggiunta, esplorata e documentata con fotografie e filmati, questo non ha sminuito la sua valenza simbolica, né ha compromesso la sua bellezza formale o impoverito la sua potenzialità poetica. La Luna rimane ancora oggi “un astro narrante”, una presenza amica e consolatrice, che oltre alle maree condiziona i nostri umori e la nostra immaginazione.

Il significato letterale di Luna è legato alla luce, alla brillantezza che la caratterizza. Intorno a lei sono nati miti e leggende. C’è chi la considera responsabile dei buoni raccolti, chi sostiene che la sua rotazione influisca sulla fertilità femminile, molti la considerano capace di fare affiorare i nostri istinti più nascosti, per non parlare di chi è convinto che sul suolo lunare l’uomo non sia mai arrivato. 

Comunque sia, non vi è poeta che non abbia contemplato la Luna con animo placido e sereno o che non si sia rivolto ad essa con inquietudine e smarrimento, descrivendo paesaggi tanto irreali quanto suggestivi.  Ludovico Ariosto le ha dedicato un intero canto del Furioso, descrivendo l’avventura del paladino Astolfo, al quale assegna il compito di recuperare il senno del cugino Orlando “nel mondo delle cose perdute”. In un paesaggio simile a quello terrestre, il grande poeta amplifica la portata metaforica della Luna, dove si può trovare “ciò che si perde, o per colpa nostra, o per colpa del tempo o della sorte […] le lacrime e le sofferenze degli amanti, il tempo sprecato che si dilapida nel gioco, e l’ozio interminabile degli ignoranti, i progetti irrealizzati che non hanno mai luogo…

Nella vita di tutti i giorni, non vi è chi non l’abbia contemplata almeno una volta, affidandole le proprie speranze, i propri pensieri, in un dialogo tanto intenso quanto muto.

Sia nel mondo occidentale che in quello orientale la Luna è riconosciuta come il simbolo femminile di un infinito processo di rigenerazione, perché essa muore e rinasce continuamente.

Nei miti greci la dea Selene è la personificazione della Luna piena, Artemide della Luna crescente, Ecate della Luna calante, Perseide della Luna nuova, mentre Iside rappresenta la Luna per gli Egizi.

Nel riflettere la luce del Sole, la Luna rappresenta un temperamento ricettivo, di accoglimento, esprime al massimo le caratteristiche di maternità e, con le sue fasi, il senso del ritmo e del tempo. Insomma la Luna è l’archetipo del femminile. Per questo motivo, diversi spettacoli del Festival saranno dedicati alla donna, alla sua forza, alla sua fragilità.

Le collaborazioni e i contributi al programma, come di consueto, saranno diversi: artisti, maestranze, studiosi, letterati e istituzioni prestigiose, come Rai – Radio 3 che, proprio nella notte del 20 luglio, proporrà il progetto speciale sui poeti La notte che l’uomo, curato da Maria Grazia Calandrone. I poeti saranno accompagnati dalla musica dei fratelli Mancuso.

Radio 3 ha invitato alcuni tra i maggiori poeti contemporanei ad indirizzare la propria fantasia sul rapporto tra la Terra e la Luna, per esplorare un rapporto che ha ancora tanto da offrirci, oppure di raccontare la propria esperienza di quel 20 luglio di cinquant’anni fa. L’anniversario dell’allunaggio ci consente di unire scienza, immaginazione, intuizione e memoria per comprendere e verificare cosa prova chi ha dedicato la propria vita a scrivere versi, ponendoli a confronto con gli slanci diversi, ma altrettanto inarrestabili, di scienziati e astronauti che desiderano spingere il proprio corpo oltre i confini concreti del tempo e dello spazio. Ci consente anche di esplorare la coincidenza o le divergenze fra l’intuizione dei poeti e la scienza, di capire se davvero scienza e poesia siano due forme gemelle della medesima conoscenza e ancora di indagare come risuonino i grandi fenomeni nell’esperienza biografica e biologica di un microcosmo che compone versi.

A questo progetto si affiancherà quello di Lara Albanese, astrofisica, scrittrice e consulente nel campo dell’educazione scientifica. Il progetto, intitolato Terra chiama Luna, comprenderà una conferenza spettacolo sul Cielo di Gianni Rodari e la tavola rotonda La Luna fra scienza e letteratura, alla quale parteciperà, tra gli altri, lo scrittore Ermanno Cavazzoni, autore del Poema dei lunatici dal quale Federico Fellini ha tratto il suo film La voce della luna.

Il festival proporrà anche con una sezione dedicata alle mostre e alle installazioni.

I due atri del Museo d’Arte contemporanea di Palazzo Riso accoglieranno un’opera site specific di Roberta Barraja ispirata alla Luna e realizzata con tessuti e fibre trattati, bruniti con effetti di combustione e intrecciati. Una installazione nella quale ambiente, arte e natura sono legati insieme ed evidenziati dalle lamelle di metallo e gobos che modellano la luce dei sagomatori; gli effetti luminosi richiamano alla memoria le lastre colorate delle lanterne magiche.  

Particolare attenzione sarà data al laboratorio rivolto ai bambini dai 6 ai 10 anni, che si propone di avvicinare i piccoli all’espressione creativa attraverso le marionette e il gioco della narrazione, stimolando l’espressività e la molteplicità dei linguaggi che ciascun bambino, a suo modo, potrà manifestare. Il laboratorio permetterà ai bambini di manipolare creativamente materiali diversi, di acquisire la consapevolezza del proprio “saper fare”, accrescendo in tal senso la propria autostima.

Le date: 

19, 20, 21 Palermo –  Museo Riso

27 e 28 Palermo –  Teatro dei Pupi 

3 e 4  Terrasini – Palazzo D’Aumale

Le compagnie e gli artisti:

Mimmo Cuticchio (Palermo) - Tra Palermo e Marrachesk un viaggio sulla luna

Bululu théâtre (Spagna) - Piccole storie senza parole

I burattini di Mattia (Bologna) - Fagiolino e Sganapino garibaldini

Associazione Alf Leila  (Palermo)  - La storia di Astolfo che si sdoppia

Teatro degli spiriti (Palermo) - Boako, la burattina che divenne luna

Giacomo Cuticchio Ensemble (Palermo) - Medusa

Silvia Diomelli  (Pisa) - Soul Wood 
-  Incontro fra cielo e terra con i fili

Bruno Leone – Casa delle guarattelle (Napoli) - Pulcinella di ritorno dalla luna 

Yousif Latif Jaralla (Palermo) - L’anno della mosca

Gruppi folk  (Sciacca,  Castelbuono, Messina) -  Le antiche serenate notturne

Compagnia Figli d’Arte CuticchioViaggio di Astolfo sulla luna e Il duello tra Orlando e Agrican de la Tartaria

 

I poeti: Maria Grazia Calandrone, Gabriele Frasca, Giovanna Marmo, Vincenzo Ostuni. 

Registrazioni a cura di RaiRadio3

Sede

Venue:
Figli d'Arte Cuticchio   -   Sito web
Città:
PALERMO

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