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Oltre l’azzurro. Il sogno di Brunelleschi (Duomo di Firenze, 23.5.22)

foto di Andrea Paoletti

leggi la recensione di Elisabetta Torselli per «gdm, il giornale della musica» 25.5.22

Aise.it – Agenzia Internazionale Stampa Estero

Si terrà lunedì 23 maggio, alle 21.15, nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore di Firenze la prima esecuzione mondiale di “Oltre l’azzurro. Il sogno di Brunelleschi”, la nuova partitura con la musica di Silvia Colasanti e il testo di Maria Grazia Calandrone che è stata appositamente ideata per celebrare i 600 anni dell’inizio della costruzione della cupola di Brunelleschi per la Cattedrale di Firenze. Commissionato dall’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze, secondo il progetto ideato e realizzato con la direzione artistica di Francesco Ermini Polacci, il dramma in musica “Oltre l’azzurro. Il sogno di Brunelleschi” era stato inizialmente programmato nel 2020, anno delle celebrazioni, ma le continue incertezze dovute al diffondersi la pandemia ne hanno ritardato l’esecuzione, che ora potrà aver finalmente luogo mantenendo tutte le caratteristiche artistiche del progetto originale. Così come intatto rimane lo spirito di collaborazione fra istituzioni che ne permetterà la realizzazione: l’esecuzione è affidata all’Orchestra Giovanile Italiana della Scuola di Musica di Fiesole e al direttore francese Pierre-André Valade, rinomato interprete del repertorio contemporaneo, che saranno affiancati dalle voci miste della Cappella Musicale della Cattedrale di Santa Maria del Fiore e da quelle bianche dei Pueri Cantores sotto la guida di Michele Manganelli, maestro di cappella della Cattedrale di Firenze.
A impersonare Filippo Brunelleschi sarà Massimo Popolizio, attore di teatro, cinema e televisione fra i più noti di oggi; celebre doppiatore, ha dato la sua voce a Voldemort nella saga cinematografica di Harry Potter e a Tom Cruise in Eyes Wide Shut di Kubrick. In tv è stato tra i protagonisti della serie La stagione dei delitti per RaiDue, Il grande Torino, Il delitto di via Poma, Svegliati amore mio; per il grande schermo ha lavorato con i fratelli Taviani (Le affinità elettive), Michele Placido (Romanzo Criminale e Il grande sogno), Daniele Lucchetti (Mio fratello è figlio unico), Paolo Sorrentino (Il Divo e La grande bellezza), Mario Martone (Il giovane favoloso). Ha ricevuto il Nastro d’Argento per l’interpretazione di Giovanni Falcone in Era d’Estate.
“Fin da quando abbiamo iniziato a buttare giù le prime idee del progetto, con Silvia Colsanti ci siamo immaginati Filippo Brunelleschi in punto di morte, che ripercorreva con la mente tutte le vicende, le difficoltà, le incomprensioni, le soluzioni che lo avevano portato all’ideazione e alla realizzazione della cupola”, racconta il direttore artistico Francesco Ermini Polacci. “Un Brunelleschi colto nella sua storica realtà umana, figura del Rinascimento; l’artista, libero di creare, che convive con l’artigiano e le regole che empiricamente si dà, ma non solo: il suo pensiero si nutre necessariamente di quella dimensione spirituale e sacra che l’epoca portava in sé e con sé”.
“Protagonista di Oltre l’azzurro è lo stesso Brunelleschi morente, voce recitante di un’azione drammatica che incastona la parola nella musica”, racconta Silvia Colasanti, fra le personalità più significative del panorama musicale di oggi. “Brunelleschi rivive nella sua mente l’episodio della costruzione della cupola anche attraverso la testimonianza potente e vera della voce di chi vi lavorò, come gli operai, personificati musicalmente da un coro maschile. Ma le sue considerazioni sull’arte e i suoi ricordi trovano un interlocutore immaginario e assai importante nella figura della vergine Maria, prima ispiratrice della cupola: una voce polifonica resa musicalmente da un coro femminile, che accompagnerà Brunelleschi alla morte con gli angeli, rappresentati da un coro di bambini”.
Una partitura dal passo incalzante, “con l’orchestra che amplifica e commenta il racconto di Brunelleschi, anche ricorrendo all’uso di materiali concreti, come la carta, il legno, il ferro, organizzati ritmicamente in una trasfigurazione musicale dell’utopia della costruzione che si trasforma in realtà”.
Il linguaggio musicale di Silvia Colasanti rielabora anche alcuni vocaboli musicali dell’epoca, inserendoli in nuovi contesti timbrici e formali, facendo riaffiorare anche reminiscenze del mottetto Nuper rosarum flores che, com’è noto, Guillaume Dufay compose per la consacrazione della Cattedrale di Santa Maria del Fiore nel 1436.
“Utilizzare quello che già naturalmente esiste – la gravità – come forza di coesione: questo il colpo di genio, l’illuminazione” di Brunelleschi, nelle parole di Maria Grazia Calandrone, nota poetessa, scrittrice e drammaturga. “Impastare la natura alla pietra, utilizzare l’arte vivente della natura rendendola umana, facendola coesistere con l’arte umana. Noi contemporanei assistiamo ancora, in ogni momento, a un lavorio di forze che sostiene una struttura immaginata da un uomo che ha avuto un sogno tanti secoli fa. Anzi, l’ispirazione di mettere in equilibrio visibile e invisibile al fine di onorare la spiritualità intrinseca all’esistente”. (aise)

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